Esiodo

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Esiodo (in greco antico: Ἡσίοδος, Hēsíodos; Ascra, metà VIII secolo a.C. – VII secolo a.C.) è stato un poeta greco antico.

Biografia

Esiodo ha lasciato, all’interno dei suoi poemi, alcune notevoli tracce autobiografiche che aiutano a ricostruire le sue origini.

Per quanto riguarda la data di nascita, fin dall’antichità non si sa con precisione se porlo come precedente, contemporaneo o posteriore a Omero: Erodoto risolse il problema considerandoli contemporanei: «suppongo che Esiodo e Omero fiorirono non più di quattrocento anni prima di me». Tuttavia, secondo quanto Esiodo stesso racconta, prese parte alle feste in onore del principe Anfidamante nell’isola di Eubea, dove partecipò a un agone in cui ottenne la vittoria ed un tripode in premio. È, quindi, riconosciuta dai critici moderni la collocazione di Esiodo intorno al principio del VII secolo a.C..

Il padre si era trasferito, forse per difficoltà economiche, dalla nativa Cuma Eolica nelle Grecia continentale per sfuggire alla povertà ed Esiodo nacque proprio ad Ascra, città della Beozia situata nei pressi del monte Elicona:

«vicino all’Elicona in un miserevole borgo,
Ascra, mala d’inverno, afosa in estate e buona in nessun momento.»

Ad Ascra Dios fu contadino e pastore e così pure Esiodo che, infatti, soprattutto nel suo poema Opere e giorni nobilita con le sue parole il lavoro manuale, e dà consigli riguardanti l’agricoltura. Sull’Elicona il poeta ricevette, secondo il proemio del suo poema Teogonia, l’investitura da poeta dalle Muse. Esiodo racconta, poi, come detto, di aver compiuto un solo viaggio nella sua vita per dirigersi a Calcide per assistere ai giochi funebri in onore dell’eroe Anfidamante; nonostante ciò il poeta si rivela, comunque, a conoscenza della vita sul mare e, all’interno de Le opere e i giorni, dà consigli a suo fratello Perse sull’evitarla. Alla morte del padre, il patrimonio venne diviso proprio tra lui e il fratello, Perse, che, dopo avere dilapidato tutta la sua parte, riuscì, corrompendo i giudici, ad impossessarsi della parte di Esiodo.

Plutarco ci informa della sua morte violenta:

«Sembra che Esiodo condividesse ospitalità con un uomo di Mileto quando erano a Locri. Quando l’altro, che stava segretamente seducendo la figlia del loro ospite, fu scoperto, avendo il sospetto che Esiodo lo sapesse fin dall’inizio cospirò per nascondere l’offesa – anche se quello non era responsabile di nulla, incontrò erroneamente rabbia e calunnia immeritate. Infatti, i fratelli della ragazza lo uccisero dopo avergli teso un’imboscata vicino al Nemeion a Locri e uccisero anche il suo servitore, di nome Troilo.

Dopo che i corpi furono gettati nel fiume Dafno, Troilo fu trasportato su una roccia bagnata dalle onde, posizionata un po’ fuori nel mare. E fino ad oggi il masso si chiama Troilo. Un gruppo di delfini prese subito il corpo di Esiodo e lo trasportò prima a Rhion e Molykria. (…) Quando il corpo fu scoperto, rimasero stupiti dal rinvenimento e corsero giù e, quando riconobbero il cadavere, poiché era ancora piuttosto fresco, considerarono tutto ciò che era secondario alle indagini sull’omicidio, tutto a causa della fama di Esiodo.

Riuscirono rapidamente a scoprire gli assassini. Li spinsero vivi in mare e distrussero le loro case. Esiodo fu, quindi, sepolto vicino a Nemea. Molti forestieri non sanno dove sia la tomba, che è nascosta perché, come sostengono, venne cercato dal popolo di Orcomeno che voleva trasferire i resti nelle loro vicinanze secondo un oracolo.»

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Esiodo (in greco antico: Ἡσίοδος, Hēsíodos; Ascra, metà VIII secolo a.C. – VII secolo a.C.) è stato un poeta greco antico.

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Esiodo ha lasciato, all’interno dei suoi poemi, alcune notevoli tracce autobiografiche che aiutano a ricostruire le sue origini.

Per quanto riguarda la data di nascita, fin dall’antichità non si sa con precisione se porlo come precedente, contemporaneo o posteriore a Omero: Erodoto risolse il problema considerandoli contemporanei: «suppongo che Esiodo e Omero fiorirono non più di quattrocento anni prima di me». Tuttavia, secondo quanto Esiodo stesso racconta, prese parte alle feste in onore del principe Anfidamante nell’isola di Eubea, dove partecipò a un agone in cui ottenne la vittoria ed un tripode in premio. È, quindi, riconosciuta dai critici moderni la collocazione di Esiodo intorno al principio del VII secolo a.C..

Il padre si era trasferito, forse per difficoltà economiche, dalla nativa Cuma Eolica nelle Grecia continentale per sfuggire alla povertà ed Esiodo nacque proprio ad Ascra, città della Beozia situata nei pressi del monte Elicona:

«vicino all’Elicona in un miserevole borgo,
Ascra, mala d’inverno, afosa in estate e buona in nessun momento.»

Ad Ascra Dios fu contadino e pastore e così pure Esiodo che, infatti, soprattutto nel suo poema Opere e giorni nobilita con le sue parole il lavoro manuale, e dà consigli riguardanti l’agricoltura. Sull’Elicona il poeta ricevette, secondo il proemio del suo poema Teogonia, l’investitura da poeta dalle Muse. Esiodo racconta, poi, come detto, di aver compiuto un solo viaggio nella sua vita per dirigersi a Calcide per assistere ai giochi funebri in onore dell’eroe Anfidamante; nonostante ciò il poeta si rivela, comunque, a conoscenza della vita sul mare e, all’interno de Le opere e i giorni, dà consigli a suo fratello Perse sull’evitarla. Alla morte del padre, il patrimonio venne diviso proprio tra lui e il fratello, Perse, che, dopo avere dilapidato tutta la sua parte, riuscì, corrompendo i giudici, ad impossessarsi della parte di Esiodo.

Plutarco ci informa della sua morte violenta:

«Sembra che Esiodo condividesse ospitalità con un uomo di Mileto quando erano a Locri. Quando l’altro, che stava segretamente seducendo la figlia del loro ospite, fu scoperto, avendo il sospetto che Esiodo lo sapesse fin dall’inizio cospirò per nascondere l’offesa – anche se quello non era responsabile di nulla, incontrò erroneamente rabbia e calunnia immeritate. Infatti, i fratelli della ragazza lo uccisero dopo avergli teso un’imboscata vicino al Nemeion a Locri e uccisero anche il suo servitore, di nome Troilo.

Dopo che i corpi furono gettati nel fiume Dafno, Troilo fu trasportato su una roccia bagnata dalle onde, posizionata un po’ fuori nel mare. E fino ad oggi il masso si chiama Troilo. Un gruppo di delfini prese subito il corpo di Esiodo e lo trasportò prima a Rhion e Molykria. (…) Quando il corpo fu scoperto, rimasero stupiti dal rinvenimento e corsero giù e, quando riconobbero il cadavere, poiché era ancora piuttosto fresco, considerarono tutto ciò che era secondario alle indagini sull’omicidio, tutto a causa della fama di Esiodo.

Riuscirono rapidamente a scoprire gli assassini. Li spinsero vivi in mare e distrussero le loro case. Esiodo fu, quindi, sepolto vicino a Nemea. Molti forestieri non sanno dove sia la tomba, che è nascosta perché, come sostengono, venne cercato dal popolo di Orcomeno che voleva trasferire i resti nelle loro vicinanze secondo un oracolo.»

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