José Ortega y Gasset

di | 23 Gennaio 2021

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José Ortega y Gasset (IPA: [xoˈse orˈteɣa i ɣaˈset]) (Madrid, 9 maggio 1883 – Madrid, 18 ottobre 1955) è stato un filosofo e sociologo spagnolo.

BIOGRAFIA

La madre era proprietaria di un giornale di Madrid, El Imparcial, ed il padre, Jose Ortega Munilla, era giornalista e direttore di questo stesso giornale. Il clima giornalistico ebbe grande influenza sulla sua vita, tanto è vero che egli stesso fu conosciuto in larga parte per i suoi articoli. 

Josè Ortega y Garret (scheda autore)

Convinto che al popolo spagnolo si dovesse parlare in maniera semplice e diretta, trasmise il suo pensiero filosofico e le sue idee in materia di politica anche grazie ai suoi articoli sul giornale. Ortega studiò nel collegio dei gesuiti di Malaga, a partire dal 1891.

Si laureò presso la facoltà di lettere e filosofia di Madrid nel 1902 con la tesi Los terrores del año mil. Crítica de una legenda, una tesi di sole cinquantotto pagine. In seguito si recò in Germania dove continuò gli studi dal 1905 al 1907 a Lipsia, Norimberga, Colonia, Berlino e soprattutto a Marburgo. Lì fu influenzato dal neokantismo di Hermann Cohen e Paul Natorp, ma risultò molto sensibile alle posizioni di Friedrich Nietzsche e Max Scheler. Più tardi si avvicinò, almeno in parte, anche alle posizioni di Martin Heidegger. Nel 1914 pubblicò le Meditaciones del Quijote in cui si sofferma sullo spirito di Cervantes.

Insegnò metafisica all’Università Complutense di Madrid dal 1910 al 1936 e fu fondatore, nel 1923, della rivista Revista de Occidente. Del 1922 è il saggio España invertebrada. Con l’avvento della Seconda Repubblica Spagnola Ortega si impegnò in politica fondando il movimento “Agrupación al Servicio de la República” nel 1931 e fu eletto Deputato nelle Cortes. Fu membro della Massoneria. Durante la guerra civile spagnola si trasferì all’estero e rientrò nella Penisola iberica nel 1948. Nel 1948 creò l’Institudo de Humanidades, assieme al suo discepolo Julián Marias dove proseguì l’insegnamento.

Fu esponente dell’esistenzialismo e del prospettivismo e, in un secondo momento, del cosiddetto raziovitalismo. L’opera più famosa di Ortega è La ribellione delle masse, scritta nel 1930. Il maggior merito di Ortega è aver reso la filosofia accessibile a tutti, usando un linguaggio il più possibile semplice per meglio diffonderne il contenuto, esprimendo le sue idee in articoli, conferenze, chiacchierate con la gente più che con libri. Era il modo migliore per avvicinarsi al popolo spagnolo che mostrava un grande disinteresse per la filosofia. Il suo scopo non venne però compreso, tanto che alcuni lo accusarono di non essere un vero filosofo, perché capace di trattare ogni questione, ma scientificamente nessuna. Fu difeso con forza dal suo discepolo Julián Marías (padre dello scrittore Javier Marías). Luis Abad Carretero fu suo allievo.

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