Georges Ivanovič Gurdjieff

di | 27 Gennaio 2021

                              Biografia
                               Gli inizi
Gurdjieff nasce in una data imprecisata (egli avrebbe indicato la mezzanotte all’inizio del giorno del nuovo anno, cioè del 14 gennaio) tra il 1866 e il 1877 nella città di Alexandropol nell’Armenia russa (oggi Gyumri, Repubblica di Armenia) da padre greco (che insieme ad altre professioni è anche “ashukh”, cantastorie) e madre armena. Alcuni autori (come James Moore) optano per il 1866.

Sia l’amica Olga de Hartmann che la segretaria Louise Goepfert March, credevano che fosse nato nel 1872. Un passaporto indicava il 28 novembre 1877, ma non coincide con quello da lui sostenuto. Sulla pietra tombale è comunque incisa la data del 1872.

Dopo che la famiglia si trasferisce nella città turca di Kars, Gurdjieff riceve un’educazione religiosa dal suo tutore, il decano Borsh, con cui studia medicina e ingegneria, e prende in considerazione il sacerdozio nella chiesa ortodossa.

Dall’estate del 1885 comincia un lungo percorso in diverse tradizioni spirituali, in particolare quella sufi. Il suo viaggio di ricerca iniziò a Costantinopoli (oggi Istanbul) per studiare i dervisci Mevlevi e Bektaşi.

Tra il 1887 e il 1907 forma un gruppo chiamato “Cercatori della verità”, compie numerosi viaggi in Medio Oriente, in India, che lo portano dall’Asia Centrale fino al Tibet (dove assiste al massacro dei tibetani da parte dei britannici a Guru e alla successiva conquista di Lhasa). Il motivo (o la suggestione) che lo spinge a continuare il suo pellegrinaggio per vent’anni è la ricerca di una misteriosa “Confraternita di Sarmoung”, ipoteticamente sviluppatesi nel 2500 a.C. in Babilonia, di cui aveva trovato un riferimento nel 1886. Egli conduce anche ricerche di antichi documenti egizi.

Gurdjieff racconta (in modo romanzato e metaforico) questo periodo della sua vita nel romanzo autobiografico Incontri con uomini straordinari da cui, nel 1978, il regista Peter Brook ricaverà l’omonimo film.

Nel 1907, a Tashkent, inizia a insegnare “Scienze Soprannaturali”. Nel 1912 forma un primo gruppo a Mosca, e nel 1913 un altro a San Pietroburgo.

Secondo un suo racconto, in questo periodo si sostentò anche con lavori bizzarri e talvolta truffaldini, tra cui il venditore di uccelli, in cui spacciava per preziosi canarini uccelli di valore inferiore.

Nel 1915, Gurdjieff accetta Pëtr Dem’janovič Uspenskij (autore del Tertium Organum, un trattato sulla natura dell’universo) come allievo a Mosca. Uspenskij, uomo di cultura e scrittore, fu il tramite per il pensiero di Gurdjieff in Occidente e avrebbe in seguito testimoniato nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto (tradotto in Italiano da Henri Thomasson) l’esperienza dell’insegnamento di Gurdjieff.

Gurdjieff nel 1922
Nel 1916 e 1917 entrano nel gruppo anche il compositore e pianista Thomas de Hartmann e sua moglie Olga Arkadievna de Hartmann. A de Hartmann Gurdjieff detterà varie composizioni per pianoforte che vennero pubblicate a nome di entrambi.

Dopo la rivoluzione russa Gurdjieff si rifugia a Essentuki vicino al Mar Nero, dove inizia a sperimentare con alcuni allievi il suo “Laboratorio di Consapevolezza”, spostandosi poi in altre località fra cui Tiflis (oggi Tbilisi), in Georgia. Qui nel 1919 Gurdjieff incontra l’artista Alexandre Gustav Salzmann e la moglie Jeanne Matignon de Salzmann, che aveva studiato danza sotto la guida di Émile Jacques-Dalcroze.[2] In collaborazione con Jeanne, Gurdjieff elabora i suoi “movimenti”, o danze sacre, che presenta per la prima volta a Tiflis nel giugno 1919. Nello stesso anno costituisce l’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo.

Nel 1920 Gurdjieff e l’Istituto per sfuggire alla guerra civile si trasferiscono a Costantinopoli (oggi Istanbul).

L’arrivo nell’Europa occidentale
Il 24 novembre 1921 Gurdjieff tiene a Berlino la sua prima conferenza europea. Nel frattempo Uspenskij in Inghilterra aveva divulgato il lavoro di Gurdjieff raccogliendo attorno a sé molti allievi. Gurdjieff acquistò la tenuta di le Prieuré des Basses Loges a Fontainbleu-Avon, alle porte di Parigi, dove si stabilisce nel 1922. Al Prieuré fonda una grande Casa di Studi in cui vissero e lavorarono accanto a lui artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, e ogni genere di individui, impegnati in una seria e profonda ricerca interiore. Qui organizzò una vera e propria comunità indipendente con pascoli, coltivazioni, diverse attività lavorative orientate ad un “intenso lavoro su di sé”. I “Movimenti” o “danze sacre” erano il coronamento del suo insegnamento.

Le serate di musica e Movimenti organizzate da Gurdjieff riscuotono interesse tra numerosi intellettuali anche oltre i confini europei, tanto da organizzare nel 1924, e negli anni successivi, diverse tournée negli Stati Uniti.

Sempre nel 1924 ebbe un gravissimo incidente automobilistico che quasi lo uccise, e al quale fece seguito una lunga e dolorosa convalescenza, assistito dalla moglie e dalla madre (morta di cancro nel 1926). Questo cambiò anche l’orientamento del suo lavoro.

Gurdjieff nel periodo tra il 1925 e il 1935
Gurdjieff deve lasciare il Prieuré nel 1932, e lo perde definitivamente a causa di difficoltà economiche nel 1933. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Gurdjieff abita in un piccolo appartamento in Rue des Colonels-Renard al numero 6, e si rifiuta di abbandonare Parigi quando le truppe tedesche la occupano. Pare che sia riuscito a intessere rapporti anche con gli occupanti.

Gurdjieff continua tuttavia a insegnare le sue idee e le sue tecniche nella Parigi occupata e nei frequenti viaggi negli Stati Uniti. Nel 1924 fondò dei gruppi negli Stati Uniti diretti da Alfred Richard Orage. Iniziò a scrivere una serie di opere con lo scopo di trasmettere i fondamenti del suo insegnamento per le generazioni a venire.

Negli anni 1936-1937 anima il gruppo “La Corda” (The Rope), costituito da scrittrici americane lesbiche, fra cui Margaret Anderson e Jane Heap, che erano state le fondatrici della Little Review a New York.

Dopo la fine della Guerra, dal 1945 l’opera di Gurdjieff è volta a riunire tutti i propri allievi sparsi per il mondo (Parigi, Londra, New York), dando vita a un intenso periodo di lavoro nell’appartamento parigino di Rue des Colonels-Renard.

Gurdjieff sul letto di morte
Nel 1948 le sue condizioni di salute si aggravano. Muore il 29 ottobre 1949 all’Ospedale Americano di Neuilly, dopo avere trasmesso le sue ultime istruzioni a Jeanne de Salzmann. È lei, a partire dal 1950, seguendo le istruzioni del Maestro, a organizzare i tanti gruppi di allievi nella Scuola diffusa in tutto il mondo e nota ancora oggi sotto il nome Gurdjieff Foundation, i cui centri principali sono Parigi (“Institut Gurdjieff”), New York (“Gurdjieff Foundation”), Londra (“The Gurdjieff Society”) e Caracas (“Fundaciòn Gurdjieff Caracas”), e che è presente anche in Italia con il nome di “Associazione o Centro Italiano Studi sull’Uomo G.I. Gurdjieff” e le sedi di Milano, Torino, Roma, Palermo, Cagliari. Dopo Jeanne de Salzmann, sarà suo figlio Michel de Salzmann ad occuparsi a livello internazionale della Scuola, fino alla sua morte avvenuta nel 2001.

L’organizzazione denominata The Gurdjieff Foundation è dunque l’espressione delle Scuole di Parigi, New York, Londra e Caracas, che vennero create seguendo le dirette istruzioni di Georges Ivanovitch Gurdjieff. Scopo dell’Associazione Internazionale delle Fondazioni Gurdjieff, definita a volte semplicemente come “la Scuola di Gurdjieff”, è di preservare l’essenza, la specificità e l’integrità dell’insegnamento del maestro.

Influenza postuma
Sono numerosi gli allievi anziani di Gurdjieff ad aver continuato il proprio lavoro all’interno della Fondazione dopo la sua morte. Fra questi, si ricordano Olga Arkadievna de Hartmann, Henri Tracol, Henriette Lannes, William Segal, John Pentland, Michel De Salzmann, William Welch, Louise Welch e molti altri. In Italia, l’organizzazione è stata costituita a partire dai primi anni settanta da Henri Thomasson.

Le teorie di Gurdjieff furono trattate anche dal famoso mistico e guru indiano Osho Rajneesh – che non ha mai avuto contatti diretti né con lui, né con il suo insegnamento – (riprese in particolare l’uso del corpo e del movimento, la necessità di creare meditazioni adatte all’uomo moderno e occidentale e alcuni comportamenti appositamente provocatori), che tuttavia giudicò il sistema del filosofo armeno “incompleto”.

Fra i discepoli e gli estimatori più noti, vi sono il regista teatrale inglese Peter Brook – il cui film Incontri con uomini straordinari e la sua autobiografia I fili del tempo riportano ampie testimonianze della sua vicinanza all’insegnamento di Gurdjieff, il musicista e compositore Laurence Rosenthal, il regista e produttore Jean Claude Lubchanski, il polistrumentista e compositore britannico Robert Fripp (fondatore dei King Crimson), il cantautore e regista Franco Battiato (riferimenti alle tematiche del filosofo e mistico armeno si trovano ad esempio in gran parte della sua produzione musicale, fra cui brani come Shock in my Town, Centro di gravità permanente, Chanson Égocentrique, e Voglio vederti danzare), la cantante Alice, il pianista e compositore Roberto Cacciapaglia, la cantautrice Giuni Russo, il politico e imprenditore Gianroberto Casaleggio, il cantante e compositore inglese David Sylvian. Nel 2017 il duo futurista di musica elettronica Die Zwei inserisce un omaggio nel loro album “Eins” con la traccia omonima “Gurdjieff”. La pianista e compositrice Alessandra Celletti ha dedicato a Gurdjieff un album nel 1998 intitolato Hidden Sources e nel 2018 un nuovo album dal titolo Sacred Honey.

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