La forma del silenzio

di Stefano Corbetta


Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli
affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato….

Oltre al tema della diversità, La forma del silenzio pone domande, incoraggia la riflessione. Indaga sui rapporti umani, tanto complicati, quanto misteriosi. Ci chiede di riflettere sul rapporto tra il linguaggio e ciò che siamo. Nel romanzo vengono affrontati i legami familiari, i rapporti spesso poco trasparenti, le parole non dette tra marito e moglie, tra genitori e figli. Viene posta, inoltre, particolare attenzione all’amore, nella sua accezione più pura: a quanto si può rinunciare per amore di un’altra persona? Si può arrivare a mentire per allontanare lui/lei da noi?

Un libro che gli insegnanti ritengono particolarmente adatto come lettura consigliata agli adolescenti perché grazie, ad esso, trovano risposte non banali ad alcuni dei temi più complessi con cui i ragazzi si vogliono confrontare in modo originale, profondo, non scontato…

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